DELFO DEL BINO

Delfo Del Bino, architetto fiorentino nato nel 1923. Dal 1989 ha lasciato la facoltà di architettura ove reggeva la cattedra di Igiene Ambientale. Da allora si è dedicato principalmente alla libera professione, senza abbandonare del tutto gli studi ambientali e interessandosi assiduamente ai problemi dell’urbanistica e dell’architettura. In quest’ultima attività ha proseguito la lunga strada intrapresa nel lontano 1951 insieme agli amici e colleghi Nello Bemporad e Paolo Tincolini, oggi purtroppo scomparsi, ai quali è rimasto sempre fedelmente affezionato. A essi, nel loro ricordo, dedica l’attuale fatica.
Si è prevalentemente dedicato alla progettazione e alla realizzazione di edifici per la residenza e per le attività produttive, questi ultimi legati al commercio e alle funzioni direzionali. Si è anche impegnato nella realizzazione di due ospedali e, con alterne vicende, in alcune progettazioni e realizzazioni urbanistiche.
Durante la sua lunga attività ha avuto occasione di partecipare a commissioni locali nelle vesti di tecnico dell’edilizia e dell’urbanistica, e a commissioni nazionali nell’ambito del sistema sanitario e di quello internazionale del trasporto su gomma. In quest’ultimo dando il proprio contributo ad alcune iniziative quali il “Quadrante intermodale” veronese e il centro stradale fiorentino dell’Osmannoro, sulla cui realizzazione è intervenuto direttamente.
Ha seguito da vicino le vicende urbanistiche dell’area fiorentina, cercando di portare il proprio contributo anche quando era in contrasto con le tendenze o gli interessi di fazione.
Forse per aver vissuto il primo quarto della sua vita nel “ventennio”, ha preso ad uggia tutto ciò che nell’architettura è l’espressione gallonata dell’ufficialità rappresentativa e di ogni altro formalismo estetico di corrente, sottratti quali sono a un rapporto aperto e colloquiale con la società e con la gente.
Negli anni ‘60, ‘70 e ’80 ha svolto ricerche sul benessere termico e sul riuso edilizio, sfociate successivamente in pubblicazioni e comunicazioni a convegni scientifici. Ha inoltre pubblicato con la Libreria Editrice Fiorentina e con la Alinea Editrice, alcuni testi aventi come oggetto il riuso edilizio con particolare attenzione agli aspetti igienici e al benessere ambientale. Recentemente ha pubblicato con l’Editore Pontecorboli un racconto lungo intitolato Virgilio, un omaggio postumo a una vita vissuta in un continuo susseguirsi di sofferenze, timori e speranze.
Sempre con l’editore Angelo Pontecorboli, ha pubblicato un volume intitolato Tempo, città, architettura, che descrive il faticoso intrecciasi nel tempo dei problemi dell’architettura e dell’urbanistica.
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