fiorentino

2008, 64 pp., illustrato, 14x20 cm,
€ 7,80 - ISBN 88 88461 32 9



Com’era bello
i’ fiorentino

Lista incompleta, semiseria, senza pretese,
e anche un po’ sboccata, di parole e di modi
di dire fiorentini in disuso, o in procinto di cadervi,
compilata, per l’edificazione de’ fanciulli
e l’ammaestramento del forestiere



Sempre meno mi sembra attuale la storia dell’italiano
che deriva dal fiorentino! Forse in origine.
Il fiorentino è la mia lingua padre: l’ho imparato
dal mi’ babbo, pittore per vocazione e impiegato
per necessità, che parlava (poco, e mai a vanvera) un
fiorentino meravigliosamente espressivo e asciutto
,
dal maestro Creati, maestro davvero, dal teatro della
Cesarina Cecconi e dalle favole (novelle, le chiamava
lei) dell’Isolina, contadina di Pelago scesa a servizio
a Firenze a dodici anni, piccina di persona, ma
grande di cuore e di buon senso.
Tante parole ed espressioni che ho sentito da
bambino, le mi’ figliole ’un le capiscon più, e io mi
son provato a raccoglierle e a spiegarle (le parole,
non le figliole). Per me, per struggermi un po’ di
nostalgia; per loro (stavolta sì: le figliole). Per voi, se
volete. A futura memoria d’una città che ha sempre
saputo sorridere, di tutto e soprattutto di sé, pur
prendendosi sempre dannatamente sul serio. D’una
città difficile, arcigna e bellissima, che si può amare
solo disinteressatamente e disperatamente.


Piero Carlo di Rinaldo di Pietro Tesi
fiorentino
E’ nato a Orvieto il 15 Marzo 1949 e risiede a Firenze
dove ha fatto tutti gli studi fino alla laurea in architettura.
Si occupa d’urbanistica, soprattutto di pianificazione
della aree rurali, è consulente delle Città del Vino
per le quali ha curato il Piano regolatore delle Città
del Vino. Ha pubblicato articoli in opere sul Chianti
e su pubblicazioni di settore. Cuoco dilettante.

ANGELO PONTECORBOLI EDITORE
FIRENZE