
2008, 88 pp., illustrato a colori, 24x28 cm
ISBN: 978 88 88461 61 8
Prezzo: Euro 18,00
Delfo Del Bino e Alessandro
Dini
Firenze-Tramvia
Ieri una città nelle mani dei santi. E oggi?
Piccolo manuale dei grandi errori di un progetto sbagliato
Presentazioni, Francesco Bosi e Valdo Spini
La breve ma articolata riflessione che segue si propone di analizzare con motivati argomenti il progetto tramvia in attuazione nella nostra unica, bellissima e riottosa città di Firenze da una posizione eminentemente tecnica fuori dall’attuale polemica, e tuttavia non priva di senso politico se per senso politico s’intende – secondo una nozione classica di indubbio valore etico – un atteggiamento libero da condizionamenti vôlto unicamente al bene della polis, in questo caso a cercare condizioni migliori di qualità della vita per la comunità. In sintesi, la posizione di totale imparzialità degli autori – anche se politicamente non anodina – ammette una specifica funzionalità della tramvia, però solo nella parte di viabilità urbana esistente o da fare ex novo, con caratteristiche idonee a sostenerne l’urto tanto per le dimensioni della sezione stradale necessaria che per quelle del materiale rotabile adottato. La maggior parte degli altri tratti di questa tramvia realizzati e da realizzare – nei quali purtroppo tutte le normative vigenti sia nel campo tecnico-ingegneri-stico della disciplina dei flussi di traffico, che in quello culturale più specifico concernente la tutela ambientale e monumentale, paiono sistematicamente disattese – sono con evidenza poco funzionali, invasivi e deturpanti. E’ facile capire, inoltre, come in alcuni punti chiave del funzionamento della città si formeranno grossi e difficilmente solubili problemi alla fluidità del traffico ordinario e alla sosta dei residenti, compresa quella anche brevissima di servizio per il carico/scarico delle merci prodotte o di consumo. Non è leggenda metropolitana, o veggenza, ritenere infatti che le linee tramviarie in attuazione intralceranno in modo irrimediabile anche tutte le attività produttive di un territorio che ha caratteristiche particolari, sostanzialmente diverse da quelle di tutte le altre città europee che hanno la tramvia anche nelle loro zone più interne come Lilla, Vien-na, Salisburgo, Strasburgo, Montpellier, Monaco di Bv. ecc. – e tutte le altre – che sono portate ad esempio dai sostenitori più irragionevoli del progetto fiorentino. Paiono essere posizioni strumentali, oltretutto sostenute – ad avviso degli autori – da un tradizionale quanto insopprimibile sentimento di esterofilia tipico della fiorentinità più becera. Nessuno dei casi sopra elencati pare attinente al “caso Firenze”, anche perché molte delle città portate come campione per dimostrare che la “tramvia c’è” nelle regioni europee più avanzate e ben organizzate, sono anche provviste di sistema underground di trasporto pubblico di linea.
Indice
6 Presentazione, Francesco Bosi
7 Presentazione, Valdo Spini
9 Introduzione, Delfo Del Bino e Alessandro Dini
15 Spunti per una riflessione, Delfo Del Bino
17 Coerenza fra progetto e normative, Alessandro Dini
19 Parte prima
1. Le ragioni a favore e contro una scelta
25 Parte seconda
1. Città e mobilità. La città
2. Città e mobilità. La mobilità
3. Città e mobilità. Sistemi di trasporto urbano
4. Città e mobilità. Sistemi di trasporto adeguati
31 Parte terza
1. Il “caso Firenze”. La città
2. Chi e cosa alimenta la mobilità urbana?
3. L’eternità dei tempi intermedi
4. I costi sommersi della tramvia
5. Mobilità senza traffico, grandi e piccoli problemi
37 Parte quarta
1. Una questione di qualità urbana
2. Il quadro normativo di riferimento. L’ambiente urbano
3. Il quadro normativo di riferimento. La viabilità
4. Livello qualitativo della tramvia di Firenze
44 Parte quinta
1. La città di Firenze.
Il progetto di aggiornamento della mobilità
2. La scelta del sistema tramvia.
Le linee in costruzione e quelle in programma
47 Parte sesta
1. Le tre linee tramviarie in costruzione
2. Linea 1. Scandicci-Cascine-Leopolda-S. M. Novella
3. Linea 2. Peretola; Belfiore; Duomo; S. Marco; Libertà
4. Linea 3. Careggi-Dalmazia-Statuto-Fortezza
63 Parte settima
Perché non ripensare tutto ed esaminare altre proposte? 1. La trasformazione sostenibile di Firenze
2. prima tesi correttiva
3. Seconda tesi correttiva
69 Conclusioni
Delfo Del Bino e Alessandro Dini
70 Appendice
P.G.T.U. 2006 - Assessorato alla Mobilità
Gli Autori
Delfo Del Bino, architetto
Delfo Del Bino, fiorentino nato nel 1923, architetto. Lasciata la facoltà di architettura ove ha retto sino alla fine degli anni ’80 la cattedra di Igiene Ambientale, ha proseguito la strada avviata nel lontano 1951 svolgendo la libera professione senza abbandonare del tutto gli studi ambientali e i problemi attuali dell’urbanistica e dell’architettura. Si è prevalentemente dedicato alla progettazione ed alla realizzazione di edifici per la residenza, le attività produttive, commerciali e direzionali, oltreché ad alcune progettazioni urbanistiche. Durante la sua lunga attività professionale si è dedicato particolarmente alla realizzazione del Centro Stradale “Santa Cristina” all’Osmannoro (1966-80), inizialmente concepito quale infrastruttura destinata al trasporto pesante su gomma (autostazione per il carico, lo scarico e lo smistamento delle merci). Forse per aver vissuto il primo quarto della sua vita nel “ventennio”, ha preso ad uggia tutto ciò che nell’architettura e nell’urbanistica è l’espressione gallonata dell’ufficialità rappresentativa e di ogni imposizione autoritaria comunque camuffata, sottratte come sono alla logica di un rapporto aperto e colloquiale con la società e con la gente dei nostri giorni. Negli anni ‘60, ‘70 e ’80 ha svolto ricerche sul benessere e sul riuso edilizio, sfociate in comunicazioni a convegni scientifici e in testi pubblicati con la Libreria Editrice Fiorentina e la Alinea Editrice. Recentemente ha pubblicato con l’Editore Angelo Pontecorboli “Tempo, città, architettura” (2005), “Le rivoluzioni in architettura” (2006) e “Urbanistica, che passione” (2007).
Alessandro Dini, architetto
Di formazione umanistica, ha integrato le proprie specifiche conoscenze in materia tecnica con quelle relative alla progettazione, anche finanziaria, di articolati piani edilizi ed urbanistici. E’ esperto di programmazione e progettazione urbana e di urbanistica. 1968. Ricercatore del CNR. 1970. Ricercatore Confermato nel Dipart. di Progettazione della Facoltà di Architettura di Firenze. 1976. Docente (affidatario) del 3° Corso di Progettazione presso la Facoltà di Architettura di Firenze. 1996. Dimissionario dal Sistema Universitario Nazionale. Libero Professionista in Firenze dal 1967. Presidente e Consigliere dell’Ordine degli Architetti della Toscana (1979-1981 e 1981-1083). Membro della Commissione Urbanistica Comunale di Firenze (1980-1990). Partner di “Seniores Italia”, ONLUS di sostegno ai contenuti tecnici e scientifici dei programmi dei Paesi in via di sviluppo (2001-2002). Consulente delle Nazioni Unite nella “UNV Org.” (New York), “Program UNISTAR” (Dal 2002) United Nations International Short-Term Advisory Resources. Consulente Tecnico d’Ufficio presso il Tribunale di Firenze.
Firenze-Tramvia
Ieri una città nelle mani dei santi. E oggi?
Piccolo manuale dei grandi errori di un progetto sbagliato
Presentazioni, Francesco Bosi e Valdo Spini
La breve ma articolata riflessione che segue si propone di analizzare con motivati argomenti il progetto tramvia in attuazione nella nostra unica, bellissima e riottosa città di Firenze da una posizione eminentemente tecnica fuori dall’attuale polemica, e tuttavia non priva di senso politico se per senso politico s’intende – secondo una nozione classica di indubbio valore etico – un atteggiamento libero da condizionamenti vôlto unicamente al bene della polis, in questo caso a cercare condizioni migliori di qualità della vita per la comunità. In sintesi, la posizione di totale imparzialità degli autori – anche se politicamente non anodina – ammette una specifica funzionalità della tramvia, però solo nella parte di viabilità urbana esistente o da fare ex novo, con caratteristiche idonee a sostenerne l’urto tanto per le dimensioni della sezione stradale necessaria che per quelle del materiale rotabile adottato. La maggior parte degli altri tratti di questa tramvia realizzati e da realizzare – nei quali purtroppo tutte le normative vigenti sia nel campo tecnico-ingegneri-stico della disciplina dei flussi di traffico, che in quello culturale più specifico concernente la tutela ambientale e monumentale, paiono sistematicamente disattese – sono con evidenza poco funzionali, invasivi e deturpanti. E’ facile capire, inoltre, come in alcuni punti chiave del funzionamento della città si formeranno grossi e difficilmente solubili problemi alla fluidità del traffico ordinario e alla sosta dei residenti, compresa quella anche brevissima di servizio per il carico/scarico delle merci prodotte o di consumo. Non è leggenda metropolitana, o veggenza, ritenere infatti che le linee tramviarie in attuazione intralceranno in modo irrimediabile anche tutte le attività produttive di un territorio che ha caratteristiche particolari, sostanzialmente diverse da quelle di tutte le altre città europee che hanno la tramvia anche nelle loro zone più interne come Lilla, Vien-na, Salisburgo, Strasburgo, Montpellier, Monaco di Bv. ecc. – e tutte le altre – che sono portate ad esempio dai sostenitori più irragionevoli del progetto fiorentino. Paiono essere posizioni strumentali, oltretutto sostenute – ad avviso degli autori – da un tradizionale quanto insopprimibile sentimento di esterofilia tipico della fiorentinità più becera. Nessuno dei casi sopra elencati pare attinente al “caso Firenze”, anche perché molte delle città portate come campione per dimostrare che la “tramvia c’è” nelle regioni europee più avanzate e ben organizzate, sono anche provviste di sistema underground di trasporto pubblico di linea.
Indice
6 Presentazione, Francesco Bosi
7 Presentazione, Valdo Spini
9 Introduzione, Delfo Del Bino e Alessandro Dini
15 Spunti per una riflessione, Delfo Del Bino
17 Coerenza fra progetto e normative, Alessandro Dini
19 Parte prima
1. Le ragioni a favore e contro una scelta
25 Parte seconda
1. Città e mobilità. La città
2. Città e mobilità. La mobilità
3. Città e mobilità. Sistemi di trasporto urbano
4. Città e mobilità. Sistemi di trasporto adeguati
31 Parte terza
1. Il “caso Firenze”. La città
2. Chi e cosa alimenta la mobilità urbana?
3. L’eternità dei tempi intermedi
4. I costi sommersi della tramvia
5. Mobilità senza traffico, grandi e piccoli problemi
37 Parte quarta
1. Una questione di qualità urbana
2. Il quadro normativo di riferimento. L’ambiente urbano
3. Il quadro normativo di riferimento. La viabilità
4. Livello qualitativo della tramvia di Firenze
44 Parte quinta
1. La città di Firenze.
Il progetto di aggiornamento della mobilità
2. La scelta del sistema tramvia.
Le linee in costruzione e quelle in programma
47 Parte sesta
1. Le tre linee tramviarie in costruzione
2. Linea 1. Scandicci-Cascine-Leopolda-S. M. Novella
3. Linea 2. Peretola; Belfiore; Duomo; S. Marco; Libertà
4. Linea 3. Careggi-Dalmazia-Statuto-Fortezza
63 Parte settima
Perché non ripensare tutto ed esaminare altre proposte? 1. La trasformazione sostenibile di Firenze
2. prima tesi correttiva
3. Seconda tesi correttiva
69 Conclusioni
Delfo Del Bino e Alessandro Dini
70 Appendice
P.G.T.U. 2006 - Assessorato alla Mobilità
Gli Autori
Delfo Del Bino, architetto
Delfo Del Bino, fiorentino nato nel 1923, architetto. Lasciata la facoltà di architettura ove ha retto sino alla fine degli anni ’80 la cattedra di Igiene Ambientale, ha proseguito la strada avviata nel lontano 1951 svolgendo la libera professione senza abbandonare del tutto gli studi ambientali e i problemi attuali dell’urbanistica e dell’architettura. Si è prevalentemente dedicato alla progettazione ed alla realizzazione di edifici per la residenza, le attività produttive, commerciali e direzionali, oltreché ad alcune progettazioni urbanistiche. Durante la sua lunga attività professionale si è dedicato particolarmente alla realizzazione del Centro Stradale “Santa Cristina” all’Osmannoro (1966-80), inizialmente concepito quale infrastruttura destinata al trasporto pesante su gomma (autostazione per il carico, lo scarico e lo smistamento delle merci). Forse per aver vissuto il primo quarto della sua vita nel “ventennio”, ha preso ad uggia tutto ciò che nell’architettura e nell’urbanistica è l’espressione gallonata dell’ufficialità rappresentativa e di ogni imposizione autoritaria comunque camuffata, sottratte come sono alla logica di un rapporto aperto e colloquiale con la società e con la gente dei nostri giorni. Negli anni ‘60, ‘70 e ’80 ha svolto ricerche sul benessere e sul riuso edilizio, sfociate in comunicazioni a convegni scientifici e in testi pubblicati con la Libreria Editrice Fiorentina e la Alinea Editrice. Recentemente ha pubblicato con l’Editore Angelo Pontecorboli “Tempo, città, architettura” (2005), “Le rivoluzioni in architettura” (2006) e “Urbanistica, che passione” (2007).
Alessandro Dini, architetto
Di formazione umanistica, ha integrato le proprie specifiche conoscenze in materia tecnica con quelle relative alla progettazione, anche finanziaria, di articolati piani edilizi ed urbanistici. E’ esperto di programmazione e progettazione urbana e di urbanistica. 1968. Ricercatore del CNR. 1970. Ricercatore Confermato nel Dipart. di Progettazione della Facoltà di Architettura di Firenze. 1976. Docente (affidatario) del 3° Corso di Progettazione presso la Facoltà di Architettura di Firenze. 1996. Dimissionario dal Sistema Universitario Nazionale. Libero Professionista in Firenze dal 1967. Presidente e Consigliere dell’Ordine degli Architetti della Toscana (1979-1981 e 1981-1083). Membro della Commissione Urbanistica Comunale di Firenze (1980-1990). Partner di “Seniores Italia”, ONLUS di sostegno ai contenuti tecnici e scientifici dei programmi dei Paesi in via di sviluppo (2001-2002). Consulente delle Nazioni Unite nella “UNV Org.” (New York), “Program UNISTAR” (Dal 2002) United Nations International Short-Term Advisory Resources. Consulente Tecnico d’Ufficio presso il Tribunale di Firenze.