Agatha Christie nella dolce Firenze

Anno/Year 2026
110 pagine/pages
66 illustrazioni/illustrations.
13x20 cm.
ISBN 9788833842684
€14.00





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Giovanna Checchi

Agatha Christie nella “dolce” Firenze

 Nel 1906, appena sedicenne, la più famosa giallista del Novecento trascorre un breve periodo a Firenze, ospite dell’americana May Sullivan, convalescente a Fiesole. Pur avendo, dunque, l’opportunità di immergersi nell’arte rinascimentale, preferirà di gran lunga frequentare le pasticcerie fiorentine. L’amore per l’arte arriverà nella maturità, quando dal 1930 affiancherà il secondo marito Max Mallowan, archeologo, nei siti mediorientali. Nella sua autobiografia, a proposito del soggiorno fiorentino, scrive:

Mi vergogno quasi ripensando alla mia rozzezza, ma tant’è, l’amore per i maestri del passato è una conquista dei miei anni maturi. L’unico pensiero che mi agitava [...] era se sarei riuscita a concedermi per l’ultima volta il delizioso spuntino a cui ero abituata, consistente in una lussuosa cioccolata con panna e in una sontuosa fetta di torta.

Agatha Christie, La mia vita, 1978.

Agatha Christie (Torquay, 1890-Winterbrook, 1976) è la scrittrice di gialli più letta e tradotta al mondo, seconda nella letteratura britannica solo a Shakespeare per tirature e traduzioni. Quest’anno ricorre il cinquantenario della morte.
Nata in epoca vittoriana, vivrà entrambi i conflitti mondiali e assisterà a fenomeni di costume epocali: il diritto di voto esteso alle donne, l’allunaggio, le minigonne di Mary Quant e la musica dei Beatles. Fu molto più moderna di quanto potremmo immaginare: con il primo marito, Archibald Christie, viaggiò in Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e America, e insieme furono tra i primi britannici a fare surf stando in piedi sulla tavola. Guidava l’automobile in un’epoca in cui le donne con la patente erano pochissime. Con il secondo marito, l’archeologo Max Mallowan, partecipò agli scavi in Medio Oriente fotografando e catalogando reperti.
Durante la Prima guerra mondiale ideò il suo primo romanzo, Poirot a Styles Court, pubblicato nel 1920. Un decennio dopo nacque Miss Marple, che debuttò in La morte nel villaggio (1930).
Nel 1906, centoventi anni fa, a sedici anni soggiornò a Fiesole ospite dell’americana May Sullivan. Insofferente ai musei, preferiva le pasticcerie del centro storico, da Doney a Rivoire. Quella passione per le golosità percorre anche i suoi gialli, dove dolci e pasticcini sono conforto per Poirot e Miss Marple, ma anche veicoli di morte e creatori di suspense. Il dolce, in Christie, assume valenze narrative profonde: marcatore di classe, rivelatore psicologico dei personaggi e metafora della violenza celata sotto la patina dell’ordine britannico.






Giovanna Checchi, allieva di Cesare Molinari, con laurea e dottorato di ricerca in Storia dello spettacolo presso l’Università di Firenze, ha insegnato materie letterarie presso scuole secondarie di primo e di secondo grado. Ha iniziato a muoversi nel settore editoriale dagli anni Ottanta sia come redattrice di riviste trimestrali (“Biblioteca teatrale”, Bulzoni, Roma) e mensili (“Primafila”, Editori Riuniti/Editalia, Roma) sia come autrice con le case editrici Marsilio, Rizzoli Newmedia e Bonechi. Ha scritto numerose voci su attori e letterati per il Dizionario biografico degli italiani, Treccani, Roma e altre su scultori per The Encyclopedia of sculpture, Fitzroy Dearborn, New York-London 2004. Ha pubblicato monologhi, articoli, recensioni e da qualche anno fa parte del Gruppo Scrittori Firenze. Ha collaborato con la casa editrice partenopea La Valle del Tempo sia in Agorà ombre e storia nelle piazze di Firenze II a cura di Riccardo de Sangro (Napoli 2025) sia in Agorà ombre e storia nelle piazze di Livorno a cura di Kiki Franceschi (Napoli 2025). È redattrice del trimestrale “L’uomo planetario” (newsletter della Fondazione Ernesto Balducci) sul quale pubblica regolarmente articoli e recensioni di libri. Fa parte di due giurie (Premio Letterario “La Città sul Ponte”, indetto dal Gruppo Scrittori Firenze, e “Premio per la Pace” della Fondazione Ernesto Balducci) e si diletta a presentare libri.