Giuseppe Ignazio Bertola 1676-1755

Anno/Year 2016
416 pagine/pages
72 illustrazioni/illustrations.
17x24 cm.
ISBN 978-88-97080-91-6
€32.00



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Altre pubblicazioni di Amelio Fara
GEOMETRIA DELL’ARCHITETTURA MILITARE Francesco I d’Este e la Cittadella di Modena

Amelio Fara

Giuseppe Ignazio Bertola (1676-1755)
Il disegno e la lingua dell’architettura militare

Con saggi di
M.G. Bevilacqua, L.C. Gentile, P.G. Tordella

 

Ricca di zone d’ombra per la scarsa attenzione critica sinora dedicatagli, l’opera del più importante ingegnere e architetto militare, e non solo, del Settecento sabaudo, Giuseppe Ignazio Bertola, attendeva ancora un recupero storico complessivo. Bertola è infatti tra altro autore della cittadella di Alessandria, della piazza da guerra di Fenestrelle, di fortificazioni alla Brunetta, Verrua, Demonte, Exilles, di ponti nella Savoia. Inoltre, del palazzo dei cistercensi della Consolata d’Asti realizzato nella contrada di Dora Grossa a Torino, nonché, a Cuneo, della raffinata interazione icnografica di ovali a connotare la chiesa di Santa Croce.
Blasonatore regio, nel 1736 Bertola elabora un progetto di Scuola militare trasversalmente innovativo nell’interazione didattica tra architettura militare e civile, disegno topografico e disegno di figura. Maturata sulle orme di Guarino Guarini e straordinariamente profonda, la sua cultura matematica emerge chiaramente nel 1739 all’interno dei programmi d’insegnamento delle Scuole Teoriche d’artiglieria e fortificazione che, fondate in quell’anno, lo vedono loro primo direttore.
Conservato nell’Archivio di Stato di Torino l’inedito Dizionario e repertorio di fortificazione, del 1721, conosce ora la sua prima edizione critica. Già nel 1853 Cesare di Saluzzo lamentava l’oblio totale che avvolgeva l’opera concepita dal Bertola in funzione della progettazione fortificatoria attraverso lo studio capillare dei principali trattatisti europei. Tra i quali gli italiani Leon Battista Alberti, Francesco de’ Marchi, Gabriello Busca, Buonaiuto Lorini, Francesco Tensini, Guarino Guarini, i francesi Jean Errard de Bar-le-Duc, Blaise-Fraçois de Pagan, Allain Manesson Mallet, Vauban nelle interpretazioni degli abati Du Fay e De Cambray, gli olandesi Adam Freitag, Matthias Dögen, Menno van Coehoorn, i tedeschi Wilhelm Dilich, Johann Friedrich Pfeffinger, lo spagnolo Sebastián Fernández de Medrano.
 

 






 

Amelio Fara, ingegnere e architetto, allievo di Cesare Brandi, generale del genio, è uno dei maggiori studiosi europei di architettura militare. La sua vasta produzione scientifica annovera la pubblicazione nei Saggi Einaudi de La città da guerra nell’Europa moderna (Torino, 1993) e più recenti studi su Napoleone architetto, Francesco di Giorgio Martini, Buontalenti e il disegno di architettura, Luigi Federico Menabrea, Francesco I d’Este e la Cittadella di Modena, Architettura e cultura militare nello Stato Sabaudo 1673-1859. Ambito primario della sua ricerca le interrelazioni tra le cosiddette architetture militare e civile che lo vedono impegnato da decenni in studi su Michelangelo, Bernardo Buontalenti, Francesco Borromini, Guarino Guarini, Raimondo Montecuccoli (del quale ha identificato e pubblicato l’unico trattato autografo). È l’autore della scoperta nel 1996 alla Casa Buonarroti di un disegno di Michelangelo relato al progetto della chiesa della nazione fiorentina a Roma.