Architetture per il culto cattolico

Anno/Year 2012
178 pagine/pages
77 illustrazioni/illustrations.
14,8x21 cm.
ISBN 978-88-97080-42-8
€20.00



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Architetture per il culto cattolico

a cura di
Ada Toni


Saggi di: Cristiano Cossu, Carlo Cresti, Matteo Cosimo Cresti, Andrea Longhi,
Giancarlo Santi, Gloria Saravia Ortiz, Ada
Toni, Ferdinando Zanzottera,
Michael John Zielinski

 

«Il pensiero religioso, al di là di ogni religione storica rivelata, è connaturato nell’uomo né più né meno dell’attitudine scientifica, artistica,
economica. è un elemento fondamentale delle comunità. Per questo l’edificio religioso è uno spazio pubblico che non appartiene solo al
gruppo dei fedeli legati ad una religione rivelata, appartiene alla città». 
Lo studio delle architetture liturgiche trova elementi interpretativi fondamentali nell’analisi della disposizione dei fedeli. La forma dell’edificio, la forma dell’assemblea e il suo orientamento non necessariamente, infatti, coincidono: solo accurate fonti descrittive o iconografiche possono testimoniare l’effettiva fruizione celebrativa dell’architettura.
Tra la maturazione del Movimento liturgico nel primo Novecento e il dibattito sulla riforma promossa dal concilio Vaticano II la ricerca della partecipazione attiva dei fedeli ha determinato una ritrovata sperimentalità sul tema della pianta centrale. In tale contesto le riflessioni su una possibile forma avvolgente della comunità hanno implicato non solo una nuova attenzione all’organizzazione planimetrica dell’edificio, ma soprattutto un rinnovato approccio al protagonismo dell’assemblea celebrante. A partire dagli anni Venti viene posto il problema di come l’altare del sacrificio eucaristico possa costituire il ‘centro’ fisico di un’assemblea liturgica ordinaria; in particolare la teologia cristocentrica di Johannes van Acken prefigura fedeli circumstantes, disposti ad anello attorno all’altare. Su tale intuizione teologica si fonda un primo repertorio di architettu56
re anulari, con assemblee circolari chiuse o semi-aperte, concentrate in età preconciliare sul solo polo liturgico dell’altare1.
L’edificio per il culto cattolico dovrebbe essere semplice,perchè Dio è semplice e la ‘buona novella’ è destinata al mondo intero; dovrebbe comporsi di materiali se possibile naturali e durevoli, che esaltino la bellezza del creato, il mestiere dell’uomo ela dimensione atemporale che è propria dello spirito; ma dovrebbe soprattutto saper ‘parlare’ a tutti, attingendo ad un linguaggio condiviso che operi da mediatore dell’esperienza religiosa, e rispecchiando una Chiesa che sin dalle origini è fedele e orgogliosa custode della propria storia.

 

 

Sommario

5   Carlo Cresti, Chiese sempre più brutte. È ora di dire basta!

11 Michael John Zielinski, Il Santuario e l’arte: per una cultura che promuova l’uomo

35  Ada Toni, Se questa è una chiesa: appunti sulla riconoscibilità del luogo di culto cattolico

55   Andrea Longhi, Chiese a pianta centrale e assemblee liturgiche: un concorso pre-conciliare

75   Matteo Cosimo Cresti, Considerazioni in margine alla chiesa di Riola

81   Mons. Giancarlo Santi, Alcune note liturgiche sulle chiese e sulle altre opere religiose di Jože Plečnik (1872-1957)

93   Cristiano Cossu, Appunti sull’architettura liturgica di Jože Plečnik

113  Ferdinando Zanzottera, Gio Ponti: costruttore di “architetture religiose”

137   Gloria Saravia Ortiz, E luce fu: una melodia architettonica come costruzione del luogo contemplativo

147   Dell’edificio religioso: Antologia dei pensieri ‘architettonici’ di Giovanni Michelucci. A cura di Matteo Cosimo Cresti

173   Carlo Cresti, La Cappella di Ronchamp: un luogo di contemplazione e preghiera