
Anno/Year
148 pagine/pages
36 illustrazioni/illustrations.
12x19 cm.
ISBN 9788833841908
€16.00
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Altre pubblicazioni di Valeria Rondoni
Albert Einstein and Florence
Frank Lloyd Wright e Firenze
Altre pubblicazioni di Paolo Bulletti
Albert Einstein and Florence
Frank Lloyd Wright e Firenze
Valeria Rondoni
Paolo Bulletti
Albert Einstein e Firenze
Racconti e vicende tra famiglia, bellezza, musica e scienza
Il 18 ottobre del 1921 Albert Einstein arriva a Firenze. Lo aspettano a braccia aperte sua sorella Maja col marito Paul che avevano scelto la città come dimora. Il suo animo sensibile a ogni tipo di bellezza ne rimane incantato tanto da fargli ammettere in anni successivi “Io mi sento mezzo ebbro quando mi limito a immaginare il cielo, le colline e i palazzi di Firenze”, parole che sintetizzano un legame con la città durato tutta la vita. In quei giorni potrà coltivare anche la sua seconda passione dopo la scienza, la musica. Viaggiava sempre in compagnia del suo violino che suonerà anche sulla collina di Fiesole.
L’Italia lo ha onorato e amato anche in tempi molto difficili per uno scienziato del suo rango ma ebreo. Il libro ripercorre le vicende di Einstein e dei suoi familiari in terra Toscana.
Un vecchio volume, una dedica da parte di due donne che hanno vissuto gran parte della loro vita accanto allo scienziato più noto al mondo, la passione per la fisica, per la musica e per la storia fiorentina hanno ispirato la scrittura di questo libro sulle vicende di Albert Einstein e della sua famiglia in terra toscana.
Arrivato a Firenze alla fine di ottobre del 1921, in transito verso Bologna dove nei giorni successivi terrà delle conferenze sulla relatività, lo scienziato dimora a casa della sorella Maja che, da alcuni mesi, con il marito, abita tra Firenze e Fiesole. Su quel colle, scopre il convento di San Francesco, all’epoca cenacolo culturale animato dalla personalità di un frate che si esprimeva non solo attraverso la spiritualità, ma anche con le note dell’organo nella chiesa. Einstein si limitò dapprima ad ascoltarlo e poi, con il violino che portava sempre con sé, iniziarono anche a duettare.
Nel libro, i ricordi della nonna dell’autrice, che nei primi anni Settanta incontrò più volte Margot Einstein, figlia adottiva, e Helen Dukas fedele segretaria e biografa, nella villetta di Princeton in New Jersey dove lo scienziato era andato a insegnare e abitare, aiutano a comprendere le vicende fiorentine della famiglia dello scienziato. Ogni visita era occasione di rievocazione della bellezza dei luoghi e di ricordi di quegli anni in cui l’affermazione internazionale dello scienziato si intrecciava con gli accadimenti, non sempre felici, che caratterizzarono la vita dei suoi familiari in Toscana. Non soltanto memorie personali e ricostruzioni storiche animano questo libro, il cui tessuto narrativo è arricchito dagli autori con citazioni evocative e sintesi scientifiche, che cattura il lettore introducendolo in quella che è stata la famiglia di una celebrità in campo scientifico catturando l’essenza del genio e le sue vicende.
Valeria Rondoni è un’autrice e consulente attiva nei campi della divulgazione scientifica, della sostenibilità ambientale e dell’arte. Dopo aver conseguito un Master di secondo livello in Storia presso l’Università di Firenze, con specializzazione in Storia delle Religioni, ha intrapreso attività accademica come docente di Arte Moderna e Contemporanea, insegnando in università americane con sede a Firenze, tra cui Richmond College, Studio Art Centers International e Polimoda. Parallelamente ha partecipato a numerosi progetti culturali tra Firenze e Milano, collaborando con galleristi, artisti contemporanei e realtà operanti nei settori dell’architettura e della ricerca scientifica. Per oltre venticinque anni ha tenuto incontri e conferenze su temi teosofici. Collabora con la Fondazione EWA (Earth and Water Agenda), organizzazione impegnata nella promozione delle tecnologie ambientali e nella gestione sostenibile delle risorse idriche. Tra i suoi scritti: Le parole che dico all’acqua e Perché dipingono: motivi e passioni di artisti moderni. Per bambini e ragazzi ha scritto Il topino dei denti, VivaCity, Le paperelle degli Oceani, The Friendly Floatees e La Strega Violina. In ambito poetico Multi-me, BaseLoba, Il Nuovo Liceo Fantasia e The New Energy High School.
Valeria Rondoni is an author and consultant active in the fields of scientific dissemination, environmental sustainability, and art. After obtaining a second-level Master's degree in History from the University of Florence, specializing in the History of Religions, she embarked on an academic career as a lecturer in Modern and Contemporary Art, teaching at American universities based in Florence, including Richmond College, Studio Art Centers International, and Polimoda. At the same time, she participated in numerous cultural projects in Florence and Milan, collaborating with gallery owners, contemporary artists, and organizations operating in the fields of architecture and scientific research. For over twenty-five years, she has held meetings and conferences on theosophical topics. She collaborates with the EWA (Earth and Water Agenda) Foundation, an organization committed to promoting environmental technologies and sustainable water resource management. His writings include: Le parole che dico all'acqua (The Words I Say to Water) and Perché dipingono: motivi e passioni di artisti moderni (Why They Paint: Motives and Passions of Modern Artists). For children and young adults, he has written Il topino dei denti (The Tooth Mouse), VivaCity, Le paperelle degli Oceani (The Ducks of the Oceans), The Friendly Floatees, and La Strega Violina (The Violin Witch). In the field of poetry, he has written Multi-me, BaseLoba, Il Nuovo Liceo Fantasia (The New Fantasy High School), and The New Energy High School.
Paolo Bulletti è architetto e consulente immobiliare. Nel suo lavoro di progettista e nella sua attività didattica presso università americane e l'Università di Firenze, la sua ricerca si è sempre focalizzata sul rapporto tra l’uomo e lo spazio, inteso come entità che viene vissuta dinamicamente nel tempo: come le persone vivono gli spazi progettati nel loro scorrere temporale, una riflessione che lo ha naturalmente avvicinato alla fisica relativistica e alla figura di Einstein.
Ha pubblicato con Il Sole 24 Ore il volume Le parole del progetto e tenuto per alcuni anni una rubrica in inglese nella rivista Arketipo sui temi della sostenibilità; per Tecniche Nuove ha pubblicato il dizionario Inglese per l'Architettura. Per Giunti ha curato il catalogo della mostra Frank Lloyd Wright a Fiesole 100 anni dopo, di cui è stato anche co-organizzatore, esperienza che lo ha portato ad approfondire la storia del territorio fiorentino da cui prende avvio questo libro.
Come per Einstein, la musica rappresenta per lui la necessaria controparte all'attività intellettuale: se il fisico trovava rifugio nel rigore di Mozart e Bach, Bulletti lo cerca da anni nelle armonie e nell'improvvisazione del jazz.
Paolo Bulletti is an architect and real estate consultant. Throughout his design career and his academic work at various American universities and the University of Florence, his research has consistently focused on the relationship between humanity and space. He perceives space as a dynamic entity experienced through the passage of time—exploring how people inhabit designed environments as they unfold temporally—a reflection that naturally drew him toward relativistic physics and the figure of Albert Einstein.
He is the author of Le parole del progetto (The Words of Design) with Il Sole 24 Ore and contributed to a long-running English-language column on sustainability for the magazine Arketipo. With Tecniche Nuove he published the dictionary Inglese per l'Architettura (English for Architecture). For Giunti he edited the catalog for the exhibition Frank Lloyd Wright a Fiesole 100 anni dopo (Frank Lloyd Wright in Fiesole 100 Years Later), which he also co-organized, an experience that led him to deeply explore the history of the Florentine territory where this book begins.
Much like Einstein, music serves as a vital counterpoint to his intellectual pursuits: while the physicist found refuge in the rigor of Mozart and Bach, Bulletti has long found his in the harmonies and improvisation of jazz.