Storia e umanit al tempo  di Firenze Capitale

Anno/Year 2015
374 pagine/pages
35 illustrazioni/illustrations.
14,8x21 cm.
ISBN 978-88-97080-85-5
€24.00



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Storia e umanità al tempo di Firenze Capitale

 A cura di Vinicio Serino

Testi di
G. Adilardi, E. Bruno, B. Chiarelli, L. Conti Lapi, O. Dini, E. Fava, G. Galassi, A.A. Mola, P. Nardi, M. Nardini,
M. Ruggiero, V. Serino, A. Zarcone

Il 3 Febbraio 1865 il Re Vittorio Emanuele II con tutta la sua corte si trasferisce a Firenze e prende dimora in Palazzo Pitti occupandone la metà destra, quella della meridiana. Il Palazzo Pitti era dimora degna di un Re, già residenza dei Medici, poi dei Lorena e, in epoca napoleonica, sede della Gran Duchessa Elisa (che arreda sontuosamente l’edificio secondo lo “stile impero”): ora diventa “Palazzo Reale”.
La decisione del neonato governo italiano di spostare la capitale del Regno da Torino a Firenze rientrava nella logica di un disegno politico di avvicinamento verso Roma. In questa prospettiva, Firenze era una tappa intermedia verso il traguardo finale ormai prossimo, che vedeva la conclusione del processo unitario con Roma capitale.
Era chiaro a tutti, anche ai fiorentini, che le motivazioni di questa scelta erano di esclusiva natura politica e geografica e che Firenze sarebbe stata una Capitale provvisoria. E tale fu, con tutte le conseguenze che la decisione portava con sé.

Dopo la convenzione Italo-Francese (Parigi 15 se-tembre 1864), Firenze e i fiorentini si trovarono ad affrontare la straordinaria esperienza di diventare Capitale d’Italia, scelta che era avvenuta prevalentemente per motivi politici e diplomatici e non fu indolore; dopo questa decisione, in Torino si verificarono disordini, scontri, lotte politiche e oltre cinquanta morti.
La Firenze del Savonarola e del Machiavelli, ma anche dei papi fiorentini e dei Medici, era il compromesso ideale.
Firenze aveva già saputo dimostrare le qualità neces-sarie ad una capitale di grande Stato attraverso una tradizione millenaria.
Il 1865 coincideva con i seicento anni dalla nascita, in città, di Dante Alighieri, Sommo Poeta, considerato il padre della lingua italiana, ed il 14 Maggio veniva posta una nuova statua in Piazza Santa Croce, alla presenza del Re e dei Gonfaloni delle principali città italiane. Mazzini scriveva: “… In Firenze amo il germe di quella certa Italia che è nata da lontano, che è nata dalla lingua che mi riporta a Dante …”. Nell’avvicinare la Capitale alla sede naturale e deside-rata, Roma, la scelta provvisoria fu Firenze, città colta, cuore della rivoluzione umanistica che ha aperto la strada alla civiltà moderna; per le sue vie si poteva incontrare personaggi come Gino Capponi, Giosuè Carducci, Edmondo De Amicis, Carlo Lorenzini e molti altri. In città avvenne anche l’insediamento ed il soggiorno di numerosi cittadini stranieri illustri.