I Samurai e il Bushido

Anno/Year 2018
92 pagine/pages
25 illustrazioni/illustrations.
15x21 cm.
ISBN 978-88-3384-010-9
15.00



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Francesco Civita

I Samurai e il Bushido
I guerrieri giapponesi ed il loro codice etico: chiavi di lettura per comprendere il Giappone moderno.

“Il Giappone e la sua cultura sono stati oggetto spesso di grande curiosità e voglia di lettura, tanto da presentare comunque sempre un soggetto di grande attrattiva e di mai disattesa curiosità. Questo libro, pur trattando di argomenti ormai divenuti quasi un “cult” per il grande interesse che la loro natura un po’ misteriosa e un po’ eroica riescono a suscitare, quali appunto i Samurai ed il Bushidō, vuole invece presentare un aspetto un po’ diverso attraverso una profonda analisi, in alcuni casi quasi di controtendenza rispetto alle comuni idee che in occidente si hanno appunto dei Samurai e del Bushidō. La lettura si sviluppa indicando modelli e retaggi comportamentali che rivelano gradualmente un mondo diverso o poco conosciuto rispetto a quella società che molti sono convinti di aver inteso. Attraverso queste analisi si cerca poi di fornire chiavi di lettura che forse contribuiranno anche a comprendere meglio l’attuale moderna società del Giappone, nella misura in cui certe eredità e convinzioni culturali, pur nella convivenza della più sfrenata modernità e tecnologia, rimangono ben fissate nel patrimonio culturale di quello straordinario popolo che è quello giapponese”.

Ciò che il Giappone è oggi, una potenza economica ed industriale, una cultura unica nel suo genere, un Paese in cui la dignità, il coraggio, la compostezza, l’unità, l’orgoglio nazionale, la sofferenza si mostrano in modo così decoroso, misurato ed eroico, sì lasciatemelo dire, usando un termine che attualmente può sembrare desueto, ma il cui significato va ben oltre le semplici retoriche fin troppo usate; quindi sì, eroico, agli occhi di tutto il mondo, e agli occhi di tutte quelle persone che colgano appieno ciò che eroico stia a significare; ciò per cui il Giappone è tutto questo, ebbene, lo si deve alla sua storia, lo si deve per ciò che è stato, ed in gran parte lo si deve anche per i suoi Samurai e per i loro codici etici comportamentali, il Bushidō e lo Shidō che tanto hanno influenzato nel corso dei secoli la società giapponese. Qualche anno fa nella Georgia Americana, durante l’inaugurazione di una mia mostra sui Samurai, fui testimone di un breve discorso tenuto dal Funzionario di allora dell’Ambasciata del Giappone per gli Stati del Sud di cui la Georgia fa parte; ciò che disse mi colpì profondamente e mi confermò ciò che sempre io ho pensato; in buona sostanza disse, con orgoglio, che il popolo giapponese, anche se non tutto poteva contare origini samurai, ha dentro di sé uno spirito degno di tal nome e che lo onora in ogni momento della sua vita. Posso confermare che non vi sono assolutamente dubbi su questo. Questo scritto vuole essere anche una spiegazione di quelle parole che ancora oggi mi risuonano assai vivide nella mia mente e nel mio cuore.

 






Francesco Civita è nato a Firenze nel 1956 e vive nel Mugello fin dal 2011. Laureato in Lingue e Letterature Straniere indirizzo orientale (giapponese), è stato uno degli ultimi allievi di Fosco Maraini. Esperto della Fondazione Romualdo Del Bianco- Life Beyond Tourism per l’Estremo Oriente, membro del Comitato Scientifico del Centro Congressi al Duomo e membro del Comitato Scientifico Internazionale Life Beyond Tourism, è stato studioso-ricercatore e poi Curatore delle Sezioni Orientali del Museo Stibbert, Firenze, dal 1984 al 2017. È ricercatore associato al CNR-ISC (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Sistemi Complessi). Già curatore e membro dei comitati scientifici di mostre legate alle Sezioni Giapponese ed Islamica del Museo Stibbert, in ambito nazionale ed internazionale (Italia, Olanda, Germania, Francia, Giappone ed USA) e dei relativi cataloghi (sia con Aa.Vv. sia come curatore unico). Autore di vari articoli sulla Cultura Giapponese e Islamica. Ha svolto numerose consulenze, conferenze, incarichi, mostre per musei, nazionali ed internazionali (Università di Tokyo, Musei Vaticani, Museo Nazionale di Arte orientale di Roma, Museo Orientale di Venezia, Armeria Reale di Torino, Venaria Reale, Pitt Rivers Museum di Oxford, Metropolitan Museum di N.Y., National Museum of Natural Science, Houston, Texas, University Museum di Athens, Georgia, Ringling Museum di Sarasota, Florida, Wereld Museum, Rotterdam, Netherland, Museo delle Culture, Musec, Lugano, Svizzera). Ha vinto la borsa Andrew Mellon nel 2009 presso il Metropolitan Museum di New York City. Selezionato dall’ICCROM per frequentare due corsi internazionali per la conservazione della lacca URUSHI in Giappone (Tokyo) organizzato dall’ICCROM (Centro Internazionale per lo Studio della Conservazione e Restauro della Proprietà Culturale) e NRCPT (Istituzione Amministrativa Indipendente, Istituto Nazionale di Ricerca per le Proprietà Culturali, Tokyo). Ha studiato e praticato Kendō dal 1976 fino al 2015. I suoi interessi si basano principalmente e particolarmente sugli aspetti della Cultura e della Società giapponesi, e in generale, sulla gestione dei beni culturali per un loro corretto studio e fruizione quali veicoli di comprensione delle diverse espressioni culturali e delle radici delle diverse culture, sugli aspetti formativi e educativi ad essi connessi.