Alla ricerca di una nuova identit americana modernismo e primitivismo nelle riviste statunitensi in Europa 1921-1932

Anno/Year 2020
418 pagine/pages
56 illustrazioni/illustrations.
16x23 cm.
ISBN 978-88-3384-092-5
€30.00




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Serena Trinchero

Alla ricerca di una nuova identità americana: modernismo e primitivismo nelle riviste statunitensi in Europa (1921-1932)

A partire dal 1921 si diffondono in Europa numerose riviste indipendenti edite da intellettuali, scrittori e artisti statunitensi, che grazie al loro soggiorno nel Vecchio Continente favorirono un fruttuoso scambio culturale tra le due sponde dell’Atlantico. Il presente volume presenta un excursus incentrato su un campione di undici periodici, tra cui si distinguono per importanza «Broom», «The Little Review» e «Transition», con l’obiettivo di far emergere gli orientamenti culturali condivisi dal gruppo espatriato con le avanguardie europee e i modi in cui erano stati adeguati alla realtà statunitense. L’analisi serrata degli apparati iconografici delle riviste, condotta secondo le categorie esemplari del modernismo e del primitivismo, permette di delineare il complesso dibattito ospitato al loro interno: un laboratorio intellettuale che esprime in modo esaustivo quella commistione di temi e pulsioni (identità, nazionalismo, localismo, internazionalità, eclettismo) che contribuirono a definire l’immagine della nazione nordamericana sulla scia del nuovo ruolo politico ed economico che aveva assunto nel periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino alle conseguenze della crisi finanziaria del 1929.

Le riviste espatriate costituiscono un singolare e interessante osservatorio del modernismo americano in virtù del peculiare ed eccentrico punto di vista assicurato dall’ubicazione delle loro redazioni nel Vecchio Continente. I periodici, pur non condividendo un progetto strutturato, furono manifestazione di una volontà condivisa di far emergere i prodotti letterari, artistici e musicali statunitensi all’interno del panorama internazionale, alimentando l’intenso dibattito sul tema dell’identità culturale che era in corso in quegli anni e che proprio dal confronto con l’Europa trovava nuovi spunti di riflessione. L’“americanismo”, inteso come corrente di gusto internazionale, fornì un piano di confronto comune con le maggiori avanguardie europee: l’eclettismo che contraddistinse le riviste, in particolare per quanto riguarda le scelte degli apparati iconografici, cercò di riconnettere esperienze diverse nel contraddittorio tentativo di mettere in evidenza da un lato le affinità e le comuni origini delle arti americane rispetto a quelle europee, dall’altro di definirne orgogliosamente la particolare specificità. Sullo sfondo di anni caratterizzati da forti contrasti storici, sociali ed economici (basti pensare alla crisi finanziaria del 1929), le riviste espatriate rispecchiano quindi temi e problemi di una classe intellettuale che da un lato rispondeva al dibattito culturale europeo, con ovvia ma non esclusiva attenzione alla scena parigina, dall’altro si interrogava sull’identità della propria nazione interessandosi a problematiche, solo apparentemente agli antipodi, quali le produzioni artistiche native o il significato e gli esiti del massivo sviluppo industriale, cartine al tornasole per riflettere contestualmente sulle origini e sul futuro degli Stati Uniti.






Serena Trinchero ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Storia dell’arte contemporanea presso le Università degli Studi di Firenze, Pisa e Siena nel 2020 con una tesi sulle riviste di letteratura e arte statunitensi in Europa, da cui nasce la presente pubblicazione. Aveva indagato il tema anche in alcuni precedenti contributi (L’eclettismo modernista e il tema della macchina nella rivista internazionale “Broom”, «Ricerche di storia dell’arte», 2014; Guardando l’America dall’Europa: i little magazines espatriati “Broom” (1921-1924) e “Secession” (1922-1923), «Letteratura&Arte», 2015). Ha anche svolto ricerche sul Fondo Adriana Pincherle presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto G.P. Vieusseux e ha collaborato con la Fondazione Palazzo Strozzi (Centro di Cultura Contemporanea Strozzina) di Firenze, con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e con il Museo Casa Masaccio Centro per l’Arte Contemporanea di San Giovanni Valdarno. Nel 2017 è stata borsista della Syracuse University (NY). Attualmente si sta dedicando al riordino dell’archivio della fotografa Luciana Majoni.