MATER MEA DULCISSIMA di Wanda Benatti

Anno/Year 2022
52 pagine/pages
25 illustrazioni/illustrations.
20x26 cm.
ISBN 978-88-3384-122-9
20.00





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Altre pubblicazioni di Marco Mendogni
La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca

Marco Mendogni

MATER MEA DULCISSIMA di Wanda Benatti

Cronaca di un abbaglio di interpretazione e del suo riscatto

Chronicle of an Interpretation Gone Wrong and its Redemption
 

Il presente volume non è un testo critico sul dipinto da cui prende il titolo, e neppure ha lo stile, spesso eccessivamente specialistico, di molti opuscoli su opere di artisti viventi, pubblicati in occasione di loro esposizioni. Si può, invece, definire il resoconto, tra saggio e diario, delle esperienze vissute e degli studi intrapresi dall’Autore dopo essersi imbattuto, quasi per caso navigando sul World Wide Web, nel sito della pittrice Wanda Benatti. L’impressione che Mendogni ricevette dall’osservazione delle opere ivi riprodotte fu tale da suscitare in lui istintivo l’interesse di conoscere “virtualmente” la loro creatrice. Ecco svelato come scoprì Wanda Benatti e la sua arte.
L’occasione si dimostrò da subito suscettibile di insperati sviluppi per un cultore di iconologia quale l’Autore si definisce. Quando mai, infatti, una fonte primaria si rivela viva e palpitante, come il presente scritto comprova?

This volume is not a critical text about the painting from which its title was derived; nor does it have the (usual excessively specialized) style of many booklets about living artists, published for the purpose of their exhibitions. You could, however, define it as a rebuttal – in a form between essay and diary – of the Author’s lived experiences and studies after having run into the painting – almost by chance while surfing the internet – on painter Wanda Benatti’s website. Mendogni’s initial impression of the pieces represented on the site was strong enough to provoke an instinctual interest to get to “virtually” know their creator. This is how he discovered Wanda Benatti and her art. This occasion proved immediately susceptible to unexpected developments for the self-proclaimed lover of iconology. When else, in fact, does a primary source reveal herself, alive and well, as is proven to be true in this essay?

Wanda Benatti è artista bolognese contemporanea, formatasi all’Istituto Statale d’Arte e all’Accademia di Belle Arti della sua città, nonché alla Scuola Superiore di Grafica di Urbino, dove si abilita all’insegnamento della grafica pubblicitaria. Ha avuto come maestri Pirro Cuniberti, Toti Scajola e l’incisore Enrico Ricci. Di grande importanza per la sua arte, in particolare quella delle grandi vetrate policrome, è stata l’intensa collaborazione con lo studio di Architettura di Glauco Gresleri, ricca di soddisfazioni professionali, quali la partecipazione alla Biennale di Arte Sacra a Venezia (1992), i progetti per il recupero e la riqualificazione urbana del quartiere Teilgebiet B a Vienna e dei Giardini Mitilini Moneta Stefanini di Bologna («Pilastro New Age»). Sue vetrate, ma sarebbe più pregnante qualificarle «light paintings», e dipinti figurano in vari Enti Pubblici e Privati, tipo l’Ospedale Maggiore di Bologna e la Banca di Bologna, nonché abitazioni e collezioni private.

Wanda Benatti is a Bolognese contemporary artist who studied at the Istituto Statale d’Arte (State Institute of Art) and the Accademia di Belle Arti (Academy of Fine Arts) in Bologna. In addition, she studied Graphic Design in Urbino, where she became qualified to teach Graphic Arts in advertising. Her mentors include Pirro Cuniberti, Toti Scajola, and the engraver Enrico Ricci. One of the most important events of her artistic and professional life, especially for her large multi-colored glass installments, was her close collaboration with the Architectural studio of Glauco Gresleri. She boasts a rich collection of professional achievements, such as participating the Biennale di Arte Sacra (Biennial of Holy Art) in Venice in 1992, rehabilitation and urban development projects in the Teilgebiet B neighborhood in Vienna, and the Mitilini Moneta Stefanini Gardens in Bologna (“Pilastro New Age”). Her glass installments – more accurately classified as “light paintings” – and paintings appear in various public and private entities, including the Ospedale Maggiore in Bologna and the Banca di Bologna, as well as private homes and collections.

 

 

 






Marco Mendogni, nato a Parma il 18 maggio 1953, è storico d’arte per diletto; benché di formazione umanistica, i suoi studi universitari e la professione si sono sviluppati nel settore delle scienze matematiche e fisiche applicate. Alcuni suoi articoli di Ricerca Operativa sono stati pubblicati o citati su riviste e testi universitari specialistici; ma è nel campo letterario che la sua passione per la Storia, la Natura e l’Arte ha trovato modo di esprimersi.
Il suo primo romanzo, L’allegoria del terzo braccio (Modena 2004), narra le vicende di Arduino, vassallo di Matilde di Canossa, imperniate tra la Modena del duomo di Lanfranco e Wiligelmo (delle cui sculture vengono fornite alcune interpretazioni), e l’Appennino dei castelli e delle pievi. Dopo una raccolta di brevi racconti, intitolata Tre Novelle (Bologna 2005), Mendogni ha dato alle stampe un secondo romanzo, Oi Romanoi (Rastignano – BO – 2008), il cui titolo riecheggia l’ambientazione in età bizantina della trama, che ha come muti personaggi la basilica di San Vitale in Ravenna e i suoi mosaici.
Dopo i lavori sopra citati, è maturato in Mendogni il momento di presentare il risultato dei propri studi in un saggio, Giannozzo e il rebus della tavola di Urbino (Firenze 2013), nel quale formula un’originale e documentata ipotesi sulla genesi e sul significato del dipinto La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca. Ha pubblicato con Pontecorboli Editore: La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca, 2019 e MATER MEA DULCISSIMA di Wanda Benatti, 2022.

 

 

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