La Veneranda pittura della Vera Croce  di Piero della Francesca

Anno/Year 2019
136 pagine/pages
46 illustrazioni/illustrations.
15x21 cm.
ISBN 978-88-3384-025-3
16.80



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Marco Mendogni

La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca

Sin dal Concilio di Nicea II del 787, era riconosciuto che «chi venera l’immagine [sacra] venera la realtà di chi in essa è raffigurato», e che «quanto più frequentemente queste immagini sono contemplate, tanto più quelli che le contemplano sono innalzati al ricordo e al desiderio dei modelli originari».
Questi due principi costituiscono il filo conduttore del presente saggio, nel quale l’Autore indaga sui motivi per i quali la Storia della Vera Croce dipinta da Piero, nella basilica di San Francesco in Arezzo, era ed è da «venerare; peculiarità dovuta non solo alla bellezza estetica e alla perfezione di forme e di colori, quanto e soprattutto alla «realtà» invisibile che essa «raffigura» all’animo e all’intelletto.
Immaginando di inoltrarsi all’interno della basilica prima nelle vesti di un legnaiolo aretino, poi in quelle di un patrizio veneziano, e infine di un magistrato fiorentino, Mendogni propone una rappresentazione della «realtà» invisibile, con le sue sfaccettature, storiche, morali e teologiche, che, nella cultura umanistica e nell’immaginario popolare a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, quegli affreschi dovevano rendere intellegibile a chi li «contemplava».

 






Marco Mendogni, nato a Parma il 18 maggio 1953, è storico d’arte per diletto; benché di formazione umanistica, i suoi studi universitari e la professione si sono sviluppati nel settore delle scienze matematiche e fisiche applicate. Alcuni suoi articoli di Ricerca Operativa sono stati pubblicati o citati su riviste e testi universitari specialistici; ma è nel campo letterario che la sua passione per la Storia, la Natura e l’Arte ha trovato modo di esprimersi.
Il suo primo romanzo, L’allegoria del terzo braccio (Modena 2004), narra le vicende di Arduino, vassallo di Matilde di Canossa, imperniate tra la Modena del duomo di Lanfranco e Wiligelmo (delle cui sculture vengono fornite alcune interpretazioni), e l’Appennino dei castelli e delle pievi. Dopo una raccolta di brevi racconti, intitolata Tre Novelle (Bologna 2005), Mendogni ha dato alle stampe un secondo romanzo, Oi Romanoi (Rastignano – BO – 2008), il cui titolo riecheggia l’ambientazione in età bizantina della trama, che ha come muti personaggi la basilica di San Vitale in Ravenna e i suoi mosaici.
Dopo i lavori sopra citati, è maturato in Mendogni il momento di presentare il risultato dei propri studi in un saggio, Giannozzo e il rebus della tavola di Urbino (Firenze 2013), nel quale formula un’originale e documentata ipotesi sulla genesi e sul significato del dipinto La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca.