
Anno/Year 2026
206 pagine/pages
46 illustrazioni/illustrations.
15x21 cm.
ISBN 97833842691
€20.00
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Altre pubblicazioni di Marco Mendogni
La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca
MATER MEA DULCISSIMA di Wanda Benatti
Marco Mendogni
Piero della Francesca Luce e Matematica
Prefazione di Stefano U. Baldassarri
Questo saggio si propone un arduo compito: indagare, in una maniera accessibile anche ai profani della materia, purché curiosi, sulle origini e sugli sviluppi del pensiero estetico e matematico di Piero della Francesca, presentando i due aspetti insieme perché costituiscono un unico imprescindibile per apprezzarne appieno il genio.
A tal fine si è fatto ampio uso di citazioni di fonti primarie, di numerose illustrazioni di dipinti e di manoscritti, anche di pugno di Piero, di descrizioni degli ambienti in cui si è mosso, dalla Firenze del Concilio del 1439 alla Roma di Pio II del 1459, e di una formulazione matematica piuttosto semplice.
Dei molti protagonisti che animano questo studio, di tre si danno in appendice informazioni di corredo: il poliedrico umanista Leon Battista Alberti, il cardinale e teologo Niccolò Cusano e il frate e matematico Luca Pacioli.
Di un quarto, non meno importante, si è potuto solo fornire nel testo, oltre a passi della sua opera maggiore, le scarse notizie che si hanno su di lui, nonostante la notevole influenza che ebbe sull’arte e sulla filosofia occidentali. Questo misterioso personaggio è ora chiamato Pseudo Dionigi Areopagita ma, ai tempi di Piero, era San Dionigi Areopagita.
Due fra i massimi storici dell’arte, l’italiano Roberto Longhi (1890-1970) e il francese Henri Focillon (1881-1943), nel commentare due opere di Piero della Francesca, dipinte a una trentina d’anni di distanza l’una dall’altra, hanno espresso concetti che perfettamente si confanno a differenti aspetti di fonti teologiche che avrebbero ispirato Piero della Francesca nel crearle.
È a Roma nel 1459 che, stando alla nostra ricostruzione, Petrus de Burgo Sancti Sepulcri avrebbe valorizzato quei principi di sacra scienza che, congiunti a quello che aveva già caratterizzato il «lume naturale» che armonizza tutti i colori, secondo quanto rilevato da Longhi nel Battesimo di Cristo, del 1439 circa, fecero sì che «la luce diventa colore», come riscontrato da Focillon ne La Pala di Montefeltro (o di Brera), del 1472 circa.
Se così è, se l’esaminare queste sue opere ha suscitato simili considerazioni nei due eminenti studiosi, è evidente che il principe di questo nostro saggio è stato capace «di insegnare con il pennello quanto prima di lui era stato vergato su pergamena» dallo Pseudo Dionigi Areopagita e da Niccolò Cusano.
Marco Mendogni, nato a Parma il 18 maggio 1953, è storico d’arte per diletto; benché di formazione umanistica, i suoi studi universitari e la professione si sono sviluppati nel settore delle scienze matematiche e fisiche applicate. Alcuni suoi articoli di Ricerca Operativa sono stati pubblicati o citati su riviste e testi universitari specialistici; ma è nel campo letterario che la sua passione per la Storia, la Natura e l’Arte ha trovato modo di esprimersi.
Il suo primo romanzo, L’allegoria del terzo braccio (Modena 2004), narra le vicende di Arduino, vassallo di Matilde di Canossa. Dopo una raccolta di brevi racconti, intitolata Tre Novelle (Bologna 2005), Mendogni ha dato alle stampe un secondo romanzo, Oi Romanoi (Rastignano – BO – 2008), ambientato nell’Italia in età bizantina.
Dal 2013 è maturato in lui il momento di presentare il risultato dei propri studi in due saggi: Giannozzo e il rebus della tavola di Urbino (Firenze 2013), nel quale formula un’originale e documentata ipotesi sulla genesi e sul significato del dipinto La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, e La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca (Firenze 2019) sul ciclo di affreschi nella cappella Bacci della basilica di San Francesco in Arezzo.
Dopo una digressione nell’arte contemporanea, con un’indagine sull’attività e sulla singolare percettività artistica della pittrice bolognese vivente Wanda Benatti, Mater Mea Dulcissima di Wanda Benatti (Firenze 2022), con il presente studio torna a dedicarsi all’ammirato Piero della Francesca, proponendo un’innovativa visione d’insieme di entrambi gli aspetti del suo genio: l’artistico e il matematico.