Pupurr fiorentino

Anno/Year 2009
72 pagine/pages
30 illustrazioni/illustrations.
14x21 cm.
ISBN 978 88 88461 87 8
€8.90



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365 modi di dire alla fiorentina
Umorismo fiorentino (1910-1912)

Raol Vittorio Sticcer

“Pupurrì” fiorentino
Miscuglio di testimonianze del sarcasmo, dell’iconografia e del verseggiare popolare.

Pupurrì, ovvero una selezionata miscellaneadi vecchi documenti del sarcasmo,dell’iconografia, e del verseggiare popolare,raccolti con amore nella speranza disuscitare interesse e piacere nel fiorentino,giovane e meno giovane, che ha voglia diriconoscersi nelle testimonianze di unacultura autoctona che gli appartiene.

Se consulti un dizionario della lingua italiana, alla voce pupurrìtrovi scritto: «adattamento del francese pot-pourri», consignificato di accozzaglia, miscuglio, guazzabuglio di componentiassortiti. Il pupurrì che presentiamo è il risultatodella scelta e del montaggio di reperti di archeologia dellafiorentinità: archeologia del sarcasmo popolare, dell’iconografiapopolare, del verseggiare popolare. Un pupurrì, pertanto,composto e insaporito di ingredienti appartenenti adun ambito strettamente locale, corrispondente al territorio(da dichiarare “di origine controllata”) che si estende da PortaSan Frediano a Porta San Niccolò, da Porta al Prato a PortaSan Gallo, a Porta alla Croce.






Raol Vittorio Sticcer

Nonostante il cognome apparentemente straniero (o anagrammato?), l’autore è un fiorentino autentico, solitamente affaccendato in faccende diverse da quelle riguardanti il parlato popolare; ma alquanto compiaciuto di usare ancora, quasi quotidianamente, tanti ‘modi di dire’ desueti, La sua età anagrafica è tale da avergli consentito di ascoltare direttamente molti dei ‘modi di dire’ dalle vive voci di simpatici concittadini incontrati nelle strade, nelle trattorie, fra i banchi dei mercati, nelle botteghe artigiane d’Oltrarno, in qualche ‘salotto’ più o meno letterario.