Urbanistica che passione

Anno/Year 2008
96 pagine/pages
7 illustrazioni/illustrations.
17x24 cm.
ISBN 978 88 88461 19 1
€20.00



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Delfo Del Bino

Urbanistica che passione
Considerazioni informali sull’urbanistica in Toscana

Questi appunti non sono indirizzati agli addetti ai lavori, ma a coloro che, in qualche caso, ne sono vittime. Uno scritto su temi urbanistici, quasi tutti legati alle leggi che li regolano, non è quanto di più riposante il lettore si possa attendere. Anche per questo motivo mi sono proposto di scrivere su argomenti che riguardano le aree urbane e il loro futuro, non come architetto o urbanista, ma come cittadino che vive, oggi, in una città dove muoversi e respirare diviene ogni giorno più problematico: una città che negli ultimi venti-trenta anni è invecchiata più dei suoi abitanti e di quanto in precedenza non sia accaduto lungo il corso dei secoli. Senza volere sminuire l’impegno degli amministratori, né la serietà dei metodi e la dignità professionale degli urbanisti, tutto ciò è potuto accadere perché per lungo tempo è stata eretta una barriera di interdizioni reciproche tra le forze politiche e di frequenti inversioni di rotta, che ha impedito al governo della città di comunicare coi cittadini, tanto che ben poche sono state le occasioni di incontro. Oggi più di ieri, vi sono molti e stringenti motivi per riportare tutto quanto viene deciso da una amministrazione pubblica, materia urbanistica compresa, alla conoscenza e al giudizio dei cittadini che, assai più di quanto non si ritenga, sono in grado di capire e di giudicare correttamente le cose e i problemi che lo riguardano. Pongono solo la condizione che vengano loro illustrati usando i loro simboli e il loro linguaggio. Chissà perché, ma gli urbanisti tendono a trasformarsi in giuristi e, fatto ancora più significativo, in legislatori. Nasce perciò insistente e impertinente, una domanda: “urbanisti o giuristi?”






Delfo Del Bino, architetto fiorentino nato nel 1923.  Dal 1989 ha lasciato la facoltà di architettura ove  reggeva la cattedra di Igiene Ambientale. Da allora  si è dedicato principalmente alla libera professione,  senza abbandonare del tutto gli studi ambientali e  interessandosi assiduamente ai problemi dell’urbanistica  e dell’architettura. Si è prevalentemente  dedicato alla progettazione e alla realizzazione di  edifici per la residenza e per le attività produttive,  questi ultimi legati al commercio e alle funzioni direzionali.  Si è anche impegnato nella realizzazione di  due ospedali e, con alterne vicende, in alcune progettazioni  e realizzazioni urbanistiche.  Durante la sua lunga attività ha avuto occasione di  partecipare a commissioni locali nelle vesti di tecnico  dell’edilizia e dell’urbanistica, e a commissioni  nazionali nell’ambito del sistema sanitario e di  quello internazionale del trasporto su gomma. In  quest’ultimo dando il proprio contributo ad alcune  iniziative quali il “Quadrante intermodale” veronese  e il centro stradale fiorentino dell’Osmannoro, sulla  cui realizzazione è intervenuto direttamente.  Ha pubblicato con LEF e con Alinea Editrice, alcuni  testi sul riuso edilizio con particolare attenzione  agli aspetti igienici e al benessere ambientale. Recentemente  ha pubblicato con l’Editore Pontecorboli  un racconto intitolato Virgilio, un omaggio postumo  a una vita vissuta in un continuo susseguirsi di  sofferenze, timori e speranze. Sempre con l’editore  Pontecorboli, ha pubblicato: Tempo, città, architettura,  Le rivoluzioni in architettura, Urbanistica che  passione e Città o aree metropolitane - Il caso Firenze,  che descrivono il faticoso intrecciarsi nel tempo dei  problemi dell’architettura e dell’urbanistica.