Larchitettura nel cinema di fantascienza

Anno/Year 2010
182 pagine/pages
349 illustrazioni/illustrations.
14x21 cm.
ISBN 9788897080053
€18.50



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Matteo Cosimo Cresti

L’architettura nel cinema di fantascienza

Le possibilità speculative della fantascienza sono pressoché illimitate.
Un simile assunto include anche la traduzione cinematografica della fantascienza stessa, consentendo infinite e suggestive ipotesi di esplorazione dell’iconografica architettonica legata a questo particolare ambito filmico.
Fin dalle primissime espressioni dell’arte cinematografica, il rapporto fra architettura e cinema di fantascienza è stato indissolubile, configurandosi, addirittura, come un campo di sperimentazione destinato ad influenzare profondamente la disciplina della progettazione.
Da Metropolis a Blade Runner a Brazil è considerevolmente esteso l’elenco di significative pellicole che hanno, di volta in volta, tradotto in immagini le più avanzate ipotesi sui futuri sviluppi dell’urbanistica, che hanno assimilato ed ampliato i linguaggi espressivi delle avanguardie; che hanno visualizzato interessanti filoni di ricerca della sintassi architettonica o dato forma alle più inquietanti distopie.
Nel corso di un secolo di cinema, geniali registi e talentuosi scenografici hanno dato vita ad opere cinematografiche capaci di prefigurare avveniristiche evoluzioni dell’architettura e di immaginare l’aspetto delle città in rapporto al progresso tecnologico. Cineasti visionari hanno saputo mostrarci le possibili aberrazioni urbanistiche derivanti dal potenziale degrado sociale o persino mettere in guardia i progettisti contro le esasperazioni del formalismo.
Molteplici sono dunque gli ambiti di riflessione proposti dal cinema di fantascienza: l’assetto dell’urbanistica del futuro, l’influenza dei processi industriali sullo sviluppo delle città, la progettazione di
spazi e strutture ipogee, le espressioni edilizie di civiltà tecnologiche alternative alla nostra, l’architettura di ipotetiche razze extraterrestri e financo il possibile destino apocalittico degli insediamenti urbani.
Di fronte a queste ed altre coinvolgenti possibilità speculative la cinematografia fantascientifica ha immancabilmente fornito un esteso
quanto affascinante campionario iconografico che ha profondamente influenzato l’immaginario collettivo e la storia dell’architettura. 






 

Matteo Cosimo Cresti
Matteo Cosimo Cresti – Laureato in Architettura presso l’Università di Firenze, è Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica; è attivo nell’ambito della progettazione dell’architettura, della museografia, dell’interior design.
E’ professore di ruolo di Storia dell’Arte e Disegno, ha insegnato nella Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e nell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze.
Ha tenuto lezioni e conferenze in Italia e all’estero e curato l’allestimento di esposizioni temporanee. E’ autore di pubblicazioni riguardanti la storia dell’architettura e la cultura del progetto; ha collaborato con saggi e articoli alle riviste “La Nuova Città”, “Materia”, “Area”, “Architettura & Arte”.
Tra le sue pubblicazioni: Anatomia della Settecentesca Cappella Feroni nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze (1995), Gottfried Semper tra precetto e progetto (1995), La “Macchina lignea dell’Addolorata: esiti di devozionalità controriformistica ed echi di barocchismi nella Firenze del Settecento (1997), Considerazioni sul presente e sul futuro dei musei progettati da Carlo Scarpa (2005), Decorazioni fantastiche nelle architetture dell’Art Nouveau e del Modernismo (2010), L’architettura nel cinema di fantascienza (2010), Inserimenti scultorei e integrazioni cromatiche nell’architettura toscana dal basso medioevo al XX secolo (2014).