La penna di  Florence Nightingale Firenze 1820-Londra 1910

Anno/Year 2020
106 pagine/pages
3 illustrazioni/illustrations.
15X21 cm.
ISBN 9788833840611
€14.00




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Donatella Lippi
Luca Borghi

La penna di Florence Nightingale (Firenze 1820-Londra 1910)
Aforismi e riflessioni della fondatrice dell’Infermieristica moderna

Nel 2020 ricorre il bicentenario della nascita di una donna, che ha profondamente influenzato la storia dell’assistenza moderna: Florence Nightingale.
Nata a Firenze nel 1820, riuscì a vincere le resistenze familiari e a formarsi come Infermiera. Nel 1854, durante la guerra di Crimea, nel giro di sei mesi, riuscì ad abbassare la mortalità nell’ospedale militare di Scutari dal 42 al 2%, introducendo nell’assistenza quelle innovazioni che diventeranno i fondamenti della sua riforma.
Da quel momento, benché esausta e malata, si impegnerà costantemente per il miglioramento dell’assistenza sanitaria, per la formazione delle Infermiere, per l’affermazione di una professione autonoma.
Il suo operato, innovativo per l’epoca, straordinario per una donna di quell’epoca, ha determinato una svolta fondamentale nella storia della formazione infermieristica.

Attraverso le parole di Florence Nightingale, recuperate dalle sue pubblicazioni e dalle sue lettere, condivise in questa raccolta di aforismi, gli autori intendono rinnovare il suo messaggio e offrire uno spunto di riflessione, soprattutto a chi si confronta con la quotidianità della professione di infermiera e di infermiere.
Per cogliere pienamente la portata del messaggio di Florence Nightingale, è necessario inquadrarlo nel contesto della medicina e della sanità dell’Ottocento, il secolo in cui si svolge gran parte della sua vita “attiva” e che vede profonde e radicali trasformazioni non solo nel sapere medico e chirurgico, ma anche nell’organizzazione ospedaliera e assistenziale.


 

La vita e la morte, la guarigione o l’invalidità dei pazienti, non dipende in genere da un qualsiasi atto grandioso e isolato, ma dall’instancabile e accurato compimento del dovere pratico di ogni momento

È tempo che le donne siano qualcosa di più che il “focolare domestico”, ossia allattare gli infanti, tenere una bella casa, preparare una buona cena e organizzare un ricevimento.

La nostra professione di Infermiere è tale che noi retrocediamo continuamente se non ci sforziamo di divenire di giorno in giorno migliori.

Florence Nightingale






Donatella Lippi (Firenze, 1959), laureata in Lettere Classiche, con specializzazione in Archeologia (Bologna), Archivistica (Firenze), Storia della Medicina (Siena e Roma), Bioetica (Firenze), è Professore di Storia della Medicina presso la Scuola di Scienze della Salute Umana dell’Università di Firenze. Ha insegnato anche presso l’International Medical Program dell’Università Vita e Salute San Raffaele (Milano) e presso l’International Medical Course dell’Università di Milano-Humanitas. Visiting Professor in molte Università straniere, è membro di numerose Società scientifiche ed Enti di ricerca nazionali ed internazionali. Giornalista pubblicista, redige la rubrica, da lei creata, Evidence Based History of Medicine del Sole 24 Ore Sanità. È Presidente della Fondazione Scienza e Tecnica di Firenze e del Lyceum Club Internazionale di Firenze. Dal 2018, è membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Santa Maria Nuova ed è tra i Soci fondatori della Società Italiana di Scienze Umane in Medicina-SISUMed. Autore di più di 400 pubblicazioni scientifiche, tra cui molte monografie, ha curato numerose iniziative espositive, a Firenze e all’estero, dedicandosi all’utilizzo di nuove metodologie didattiche, basate sull’uso delle opere d’arte, in modo da favorire il potenziamento delle abilità diagnostiche, recuperando la componente umana e umanistica nella formazione del medico. Tra le sue pubblicazioni: Illacrimate sepolture. Curiosità e ricerca scientifica nella storia delle riesumazioni dei Medici. (FUP, 2006); La Divina Commedia. Edizione critica con note storico mediche (Mattioli 1885, 2009-2011).

 


Luca Borghi (Bologna, 1962) è professore associato di Storia della Medicina all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Dirige l’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico (FAST) ed è il Delegato Nazionale della Società Italiana di Storia della Medicina presso la International Society for the History of Medicine. Partito dalla filosofia della scienza e dalla bioetica, è approdato alla storia delle discipline biomediche e s’interessa particolarmente alle tracce materiali lasciate da questa storia: nei luoghi, nei libri e negli strumenti antichi cerca indicazioni sul modo di essere degli uomini e delle donne che di quella storia sono stati i protagonisti. Ha promosso e coordina il progetto “Himetop - The History of Medicine Topographical Database” (himetop.net), una base di dati internazionale ad accesso libero e a sviluppo partecipativo, che ha lo scopo di localizzare, descrivere e valorizzare i luoghi della storia della medicina e della sanità. Tra le sue pubblicazioni: Umori. Il fattore umano nella storia delle discipline biomediche (SEU 2012; edizione spagnola: Rialp 2018); con Antonio Infante, Ai bambini e ai fiori, lo splendore del sole. Il ruolo dell’Istituto Gaslini nella storia della pediatria (Rizzoli 2015); Il medico di Roma. Vita, morte e miracoli di Guido Baccelli (1830-1916) (Armando 2015); Osler and Italy. An intermittent love story (Amazon KDP 2019).