Racconti di fine secolo

Anno/Year 2016
204 pagine/pages
14,8x21 cm.
ISBN 978-88-97080-89-3
18.00



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Altre pubblicazioni di Emilio Gabbrielli
Polenta e Goanna

Emilio Gabbrielli

Racconti di fine secolo

Perché pubblicare ora una raccolta di racconti scritti alla fine del secolo scorso, per lo più non pubblicati in precedenza? La domanda è più che legittima, in un mondo sovraccarico d’informazione e come sopraffatto da problemi impellenti di cieca violenza e intolleranza religiosa e razziale, nonché di crisi economica e politica e di disperati flussi migratori incontenibili.
Il periodo coperto da questi racconti comincia dalla fine degli anni sessanta, quando il mondo occidentale del secondo dopoguerra e del miracolo economico già si stava sfaldando all’interno delle sue tensioni e contraddizioni. In buona parte sono permeati da questo malessere epocale, accompagnato dalla curiosità del diverso e dal fascino dell’ormai non ignorabile incontro/scontro fra culture diverse, etniche sociali o ideologiche che fossero, che tutti i cambiamenti in atto comportavano.
Riletti adesso, appaiono tanto rilevanti oggi come venti, trenta o quaranta anni fa. Rileggendo Ospizio, agghiaccia riconoscere nella violenza gratuita dell’infermiere, apparentemente tanto paesana e non ideologica, sostanzialmente niente di diverso da quella degli attentati della triste stagione cominciata con Piazza Fontana tre anni prima e proseguita in un continuum planetario, che porta all’11 di settembre e alle bombe umane che si fanno scoppiare nel mezzo della folla. Detto questo il motivo principale della loro pubblicazione, anche di quelli dolorosi, è, e deve essere, che diano piacere a leggerli. Speriamo che lo facciano, mentre raccontano storie della fine del secolo scorso, nelle quali talvolta s’intravedono premesse del mondo attuale, nonostante questo sembri essersi divertito ad andare anche per molti cammini imprevedibili.






Emilio Gabbrielli è nato a Firenze nel 1948. Si è laureato in Ingegneria Chimica presso l’Università di Bologna. Il temperamento inquieto e curioso lo ha portato a viaggiare e vivere in vari paesi. Ha vissuto in Perù, Australia, Inghilterra e Svezia e ha trascorso lunghi periodi di lavoro in Libia, Stati Uniti, Spagna, Indonesia e Paesi Arabi. Attualmente vive in Brasile.
Ha perseguito una carriera nel campo dell’acqua, che va dalla costruzione di impianti produttori di energia eletrica e acqua dissalata dal mare alla Direzione della Global Water Partnership, IGO nata dal supporto del Banco Mondiale e le Nazioni Unite e ospitata dal Governo della Svezia. Lavora attualmente per una ditta giapponese ed è Presidente della International Desalination Association (IDA). Nonostante la formazione scientifica e la carriera tecnico/diplomatica, ha sempre scritto prosa, teatro e poesia.
Dopo la pubblicazione del racconto La Voglia di Fare a Milano nel 1979 a cura dell’Istituto di Studi Transculturali, ottenne i primi riconoscimenti letterari in Australia, alcuni relativi a racconti inclusi in questa raccolta: Ospizio, Premio Letterario Cantarella, Sydney, 1982; La sfortuna-ta storia di uno scrittore nato, Premio letterario Co.As.It, Sydney, 1983; Yvonne, Primo Premio per Atto Unico, Premio Letterario 2 Giugno bandito dal Consolato Italiano di Sydney, 1993.
Una Tragedia a Ayers Rock fu pubblicata in italiano e nella traduzione inglese nel volume Italo-Australian Prose in the 80s, curato dal prof. Gaetano Rando e pubblicato dal Dipartimento di Lingue della Università di Wollongong, NSW, Australia, 1988, presso la quale l’autore era stato invitato come Writer in Residence per l’anno accademico 1985-86.
La pubblicazione da parte di questa casa editrice Pontecorboli del romanzo Polenta e Goanna nel 2000 marcò il suo debutto come romanziere. Il romanzo era stato selezionato come finalista del Concorso Premi Biennali di narrativa inedita Arcangela Todaro-Faranda, Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, nel 1998. La pubblicazione originale in italiano fu seguita dalla pubblicazione della traduzione in inglese di Barbara McGilvray da parte di Italian Paths of Culture (IPOC), Milano nel 2008.