Architetti e architetture dellEra Fascista

Anno/Year 2015
254 pagine/pages
150 illustrazioni/illustrations.
14,8x21 cm.
ISBN 978-88-97080-83-1
€19.50



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Carlo Cresti

Architetti e architetture
dell’“Era Fascista”

Il libro analizza e descrive alcuni risultati, validi e meno validi, dell’architettura italiana degli anni Venti e Trenta del Novecento, con l’obiettivo
di dimostrare che architetti, più o meno geniali, progettando in ‘camicia nera’, contribuirono, tutti insieme, a costruire il monumento al fascismo. 

 

Sommario

5 Prologo
7 Progettavano in camicia nera
35 Il Monumento della Vittoria, di Marcello Piacentini, a Bolzano
49 Enrico Del Debbio e lo ‘Stadio dei Marmi’ al Foro Mussolini
69 Adalberto Libera: il vincitore dei ludi architettonici dei fasci littorii
91 Mario Palanti: la frenesia architettonica da fascismo
149 Il ‘Colosseo Quadrato’ dell’E42
167 Gherardo Bosio: una breve, significativa presenza nell’architettura italiana degli anni Trenta
201 Episodi di monumentalità fascista in Puglia
219 Colonie marine e montane realizzate negli anni del fascismo
235 La cancellazione dei simboli del fascismo: un inutile atto di iconoclastia

 

Nel primo volume della Enciclopedia Pratica Bompiani, edita a Milano nel 1938, stampata «nell’anno XVI dell’Era Fascista e II dell’Impero», alla rubrica ‘Il volto delle Epoche’, le fotografie illustranti le realizzazioni della ‘Italia contemporanea’, mostravano le immagini del Monumento della Vittoria, di Marcello Piacentini, a Bolzano; la Torre Balilla della FIAT a Marina di Massa; la fontana della Sfera al Foro Mussolini; lo Stadio dei Marmi, di Enrico Del Debbio, con il corredo di due teste dei marmorei atleti; le vedute aeree della Città Universitaria di Roma, e della città di Sabaudia; la statua della ‘Vittoria alata del Fascismo’ di Arturo Martini.
L’Enciclopedia, largamente diffusa in ambito nazionale, esibiva orgogliosamente le opere architettoniche e scultoree considerate le più emblematiche del Regime, quelle che ottenevano il maggiore apprezzamento popolare, quelle che «la Giovane Italia della Camicie Nere» giudicava le espressioni d’arte più idonee a rappresentare l’epoca mussoliniana.
Non è casuale che alcune delle suddette architetture, con i loro autori, costituiscano anche argomenti di questo mio libro che intende analizzare e descrivere aspetti ed episodi peculiari e significanti dell’Era Fascista.

Le difficoltà e i successi dell’architettura italiana degli anni Venti e Trenta non sono riferibili, nel bene e nel male, soltanto al fascismo, ma anche e principalmente all’impegno culturale e all’ingegno, o meno, degli architetti fascisti che indossando la ‘camicia nera’, progettavano e costruivano, tutti insieme, il monumento al fascismo, o, come diceva Pietro Maria Bardi, «lavoravano da militi del Fascismo per il Fascismo
 






 

 

Carlo Cresti - architetto, già professore ordinario di Storia dell’Architettura nell’Università di Firenze. È vice presidente della classe di Architettura dell’Accademia fiorentina delle Arti del Disegno. È stato direttore del ‘Dipartimento di Storia dell’Architettura e Restauro delle strutture architettoniche’ dell’Università di Firenze, coordinatore del Dottorato di Ricerca in ‘Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica’, direttore della ‘Scuola di Specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali’.
Ha tenuto lezioni nei corsi di specializzazione in Museografia e Museologia presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze e Venezia; ha insegnato Storia del Design nell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze.
Ha fatto parte di comitati scientifici ed organizzativi di mostre d’arte e di convegni di storia dell’architettura e della città.
È autore di numerosi saggi sull’architettura italiana dell’Ottocento, del Liberty, del Futurismo, sull’architettura fiorentina della Controriforma, del Seicento e del Settecento, nonché sull’architettura europea moderna e contemporanea, sull’archeologia industriale, sulla storia della città e del territorio, sull’architettura museografica.
Ha collaborato e collabora a quotidiani e alle più note riviste d’architettura italiane e internazionali. È stato direttore della rivista “La Nuova Città” fondata da Giovanni Michelucci e della rivista “I confini della città”; attualmente dirige “Architettura & Arte”.
Tra le sue pubblicazioni più importanti sono da ricordare: Architetti e ingegneri nella Toscana dell’Ottocento (1978); Firenze 1896-1915. La stagione del Liberty (1978); Montecatini 1771-1940. Nascita e sviluppo di una città termale (1984); Architettura e fascismo (1986); La Toscana dei Lorena. Politica del territorio e architettura (1987); Architettura senza cantiere. Immagini architettoniche nella pittura e scultura del Rinascimento (1989); L’architettura del Seicento a Firenze (1990), finalista per la saggistica al Premio letterario Viareggio 1991; Civiltà delle ville toscane (1992); Firenze capitale mancata. Architettura e città dal piano Poggi a oggi (1995); Mostri e altri prodigi di fantasia nelle architetture del Manierismo e del Modernismo (1998); Orientalismi nelle architetture d’Occidente (1999); Storia della Scuola e Istituto Superiore di Architettura di Firenze. 1926-1936 (2001); Fascinose creature di pietra. Figurazioni antropomorfe e zoomorfe nei balconi settecenteschi della Sicilia sud-orientale (2003); Gabriele d’Annunzio ‘architetto imaginifico’ (2005); Museologia e museografia. Teoria e prassi (2006); Architetture e statue per gli eroi. L’Italia dei monumenti ai Caduti (2006); Architettura a Firenze tra miti e realtà (2007); Lorenzo Viani e l’architettura (2008); Architetture e città metafisiche (2009); Futurismo e architettura (2009).
Alcuni suoi libri e numerosi suoi saggi sono stati tradotti e pubblicati in inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, olandese.